Aborto spontaneo, rischio maggiore con cardiopatie familiari

Uno degli eventi più brutti e drammatici che una donna può trovarsi ad affrontare durante la propria vità è, senza dubbio, l’aborto, soprattutto se spontaneo. L’aborto spontaneo è un evento piuttosto comune che interessa circa il 10-15% delle donne in dolce attesa. Si tratta dell’interruzione non voluta e prematura della gravidanza che, generalmente avviene entro il 180° giorno di gestazione. I fattori di rischio che incidono sul corretto andamento della gravidanza sono numerosi: malattie congenite, patologie pregresse, una dieta scorretta, cattive abitudini della donna come abuso di alcol, di fumo e di sostanze tossiche, etc..

Non sempre, però, le cause di un aborto spontaneo sono del tutto chiare e può succedere che la donna, anche seguendo uno stile di vita impeccabile, vada incontro ad un’interruzione spontanea della gravidanza. La ricerca, in questo senso, sta facendo passi da giganti ed è di pochi giorni fa la notizia che il rischio di aborto spontaneo potrebbe aumentare nelle donne che hanno i genitori o altri famigliari stretti affetti da cardiopatie.

Smagliature, combatterle con la biodermogenesi

Il corpo della donna, durante i nove mesi di gravidanza, subisce numerosi cambiamenti. Il pancione cresce di pari passo con lo sviluppo del feto e il seno aumenta di volume in vista dell’allattamento. La pelle, quindi, è sottoposta a continue sollecitazioni e, anche essendo  elastica, può essere soggetta a smagliature.

Le smagliature sono uno degli inestetismi più temuti in gravidanza. Sono causate dall’indebolimento dei tessuti connettivi e dalla rottura delle fibre elastiche e hanno l’aspetto di cicatrici, prima rosse poi più chiare, che difficilmente scompaiono. Appare evidente, quindi, come la soluzione migliore sia la prevenzione attraverso l’applicazione quotidiana di creme ed oli specifici.

Per venire incontro alle esigenze di noi donne, è stata messa appunto una nuova tecnica per eliminare le smagliature: la biodermogenesi.

Gravidanza, dopo i 35 anni 6 volte più rischiosa

La fertilità sia dell’uomo che della donna, si sa, declina con il passare degli anni. Se si desidera avere un bambino, quindi, meglio non rimandare troppo.

Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Obstetrician and Gynaecologist ha ribadito i rischi, per mamma e bambino, di concepire un figlio dopo i 35 anni. I ricercatori hanno analizzato i risultati dei tutte le ricerche effettuate sul tema negli ultimi anni. Dall’analisi dei dati raccolti è emerso che per la donna dopo i 35 anni aumentano di ben sei volte i rischi di complicazioni durante la gravidanza. In particolare, aumenta il rischio di aborti spontanei, parto pre-termine, gravidanza ectopica, preeclampsia , cesareo, etc.. Aumenta, inoltre, il rischio di mettere al mondo un bambino con problemi cromosomici, ed in particolare affetti dalla Sindrome di Down.

Trombofilia in gravidanza

Cos’è la trombofilia

Con il nome di trombofilia si indica un gruppo di patologie caratterizzate dalla tendenza alla formazione di trombi, ovvero coaguli di sangue all’interno di un vaso sanguigno. Il sangue coagulato all’interno del vaso (vena o arteria) forma una ostruzione che impedisce al sangue di fluire normalmente. La trombofilia può essere congenita o acquisita.

Trombofilia e gravidanza

In gravidanza è normale che il sangue coaguli più facilmente e se la futura mamma è trombofilica questo fenomeno può presentarsi in maniera ancora più accentuata con ripercussioni sulla sua salute e di quella del bambino che porta in grembo. In questo caso infatti è facile che si creino dei trombi a livello della placenta che compromettono l’afflusso di sangue al feto e possono avere come conseguenza morte intrauterina, insufficienza placentare cronica con ritardo di crescita fetale, gestosi, distacco della placenta.

Ipertiroidismo in gravidanza

La gravidanza porta con se numerosi cambiamenti all’interno dell’organismo della futura mamma. Alcuni di essi interessano  la tiroide, ed in particolare la concentrazione degli ormoni tiroidei, anche in donne che non hanno mai avuto problemi al riguardo. E’ molto importante tenere sotto controllo la tiroide durante la gravidanza per monitorarne le modificazioni e per scongiurare i rischi per la salute del feto e della mamma. Le principali malattie della tiroide sono l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo. Entrambe queste disfunzioni sono maggiormente diffuse tra le donne e possono essere riscontrate anche in gravidanza.

Che cos’è l’ipertiroidismo?

L’ipertiroidismo è una disfunzione della tiroide caratterizzata da una produzione eccessiva di ormoni tiroidei. (Tiroxina e Triiodotironina).

Ipertiroidismo in gravidanza

Molte donne si accorgono di soffrire di ipertiroidismo o iniziano a soffrirne in gravidanza. Non sempre è facile riconoscere il disturbo poiché i sintomi dell’ipertiroidismo possono essere confusi con quelli tipici della gravidanza.

Ipotiroidismo in gravidanza

Cos’è l’ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è una disfunzione della tiroide che causa un rallentamento delle funzioni metaboliche causato dall’insufficiente secrezione degli ormoni tiroidei (Tiroxina e Triiodotironina) che non possono così esercitare la propria azione sui tessuti periferici.

Ipotiroidismo in gravidanza

Molte donne affette da ipotiroidismo non ne sono consapevoli e quando cominciano una gravidanza questo problema, se non trattato, potrebbe rivelarsi dannoso per la salute del feto.

Pirosi gastrica in gravidanza

La pirosi gastrica è un problema piuttosto comune in gravidanza. Si tratta di una sensazione di bruciore che insorge di solito dopo aver mangiato e si estende dalla gola alla parte basa dello sterno; a causarla sono i cambiamenti ormonali e fisici connaturati allo stato di gestazione: il progesterone prodotto dalla placenta che rilassa la muscolatura dell’utero produce il medesimo effetto sulla valvola che separa l’esofago dallo stomaco causando la risalita dei succhi gastrici e, quindi, la fastidiosa sensazione di bruciore. Allo stesso tempo, il progesterone rallenta le contrazioni dello stomaco con il conseguente rallentamento della digestione.

Il disturbo si manifesta in genere al secondo trimestre di gravidanza e permane fino al momento del parto. Nonostante sia fonte di innumerevoli disagi per la futura mamma, la pirosi gastrica non rappresenta un vero e proprio problema di salute e non deve rappresentare motivo di preoccupazione per l’incolumità del piccolo che portiamo in grembo o nostra. D’altra parte, se non resta altro da fare che sopportare questo stato di cose fino a quando non si risolverà con la nascita del bambino è possibile mettere in atto alcuni semplici accorgimenti per alleviare il disturbo:

Acido folico, un aiuto anche per prevenire la sindrome di Down

Che assumere l’acido folico in gravidanza riducesse il rischio di insorgenza di malformazioni al feto, prima fra tutte la temibile spina bifida, lo sapevamo già. Se ne parla da tempo e pare sia accertato scientificamente, al punto che non esiste ginecologo che non prescriva gli integratori a base di acido folico alle sue pazienti in gravidanza. La notizia è che secondo uno studio, uscito a quanto pare già cinque anni fa, questa fondamentale vitamina ha un ruolo anche nella prevenzione della Sindrome di Down.

Lo studio in questione, in particolare, ha messo in evidenza che il rischio di mettere al mondo bambini affetti da spina bifida è superiore in quelle famiglie che presentano anche maggiori rischi di mettere al mondo bambini affetti da Sindrome di Down a causa di difficoltà nel garantire la giusta dose di tale sostanza al feto. Le due patologie sarebbero quindi in qualche modo legate e l’acido folico svolgerebbe un ruolo nella prevenzione di entrambe.

I capogiri in gravidanza

Uno dei disturbi più frequenti in gravidanza sono i capogiri. Molte donne, infatti, già a partire dalle primissime settimane di gestazione, avvertono dei capogiri accompagnati da un senso di stanchezza e di affaticamento. Tutto questo, però, non deve allarmare eccessivamente la futura mamma. Si tratta di disturbi  assolutamente fisiologici durante la gestazione dovuti all’adattamento dell’organismo della donna alla nuova situazione.

Le cause dei capogiri possono essere associate al generale indebolimento dell’organismo della futura mamma e all’abbassamento della pressione arteriosa. Durante i nove mesi, infatti, gli ormoni stimolano la vasodilatazione per far affluire più sangue verso il feto, abbassando la pressione sanguigna della donna. La futura mamma, quindi, è più delicata per quanto riguarda la circolazione e la pressione arteriosa ed è più facilmente soggetta a capogiri.

La colestasi gravidica

Tutte le mamme e le future tali lo sanno: con l’avanzare della gravidanza e la crescita del pancione, la pelle si tende, tira e prude. Il prurito è uno dei disturbi più frequenti che si manifestano durante i nove mesi di gestazione e soprattutto nell’ultimo trimestre. Generalmente, il prurito tende a localizzarsi sull’addome, sui seni e sulle gambe. Il prurito anche se è un fastidio frequente e spesso banale, non deve essere sottovalutato ed è importante parlarne subito con il proprio ginecologo. Il prurito, infatti, può essere il campanello di allarme di un  disturbo ben più serio: la colestasi gravidica.

Cos’è la colestasi gravidica?

La colestasi gravidica è una patologia, tipica della gravidanza, legata alla cattiva funzionalità del fegato. Si tratta di un’anomalia nella secrezione biliare.

Gambe gonfie in gravidanza, esercizi per combatterle

In gravidanza è facile ritrovarsi con gambe e caviglie gonfie e pesanti. Durante i nove mesi, infatti, la microcircolazione può rivelarsi problematica anche per chi non ha mai avuto problemi prima della gravidanza. Il senso di pesantezza e di gonfiore alle gambe è dovuto principalmente ad una perdita di elasticità delle pareti venose che determina un rallentamento del ritorno venoso e linfatico. Nello specifico, la stasi venosa, durante la gestazione, è favorita dagli ormoni, dalla sedentarietà e dalla compressione che il pancione esercita sulle vene delle pelvi e dell’addome.

Fare del movimento regolarmente aiuta a riattivare la circolazione delle gambe e a combattere e prevenire il gonfiore e la pesantezza. Una semplice passeggiata, una nuotata o degli esercizi mirati, infatti, stimolano la cosiddetta pompa muscolare e facilitano la risalita del flusso sanguigno dal basso verso l’alto.

Mal di schiena in gravidanza, esercizi per alleviarlo

Il dolore alla schiena è uno dei disturbi più comuni che affliggono le donne durante la gravidanza. Questo perché, con l’avanzare della gravidanza, aumenta il peso del pancione ed il baricentro della futura mamma si sposta in avanti, con maggiori difficoltà nell’assumere posture corrette. I cambiamenti dei livelli ormonali tipici della gravidanza, inoltre, determinano un rilassamento dei tessuti e un ammorbidimento delle articolazioni.

Per alleviare e prevenire il dolore alla schiena, che spesso può diventare insopportabile, oltre a mantenere la colonna vertebrale nella giusta posizione, può essere utile eseguire regolarmente degli esercizi mirati a rafforzare i muscoli della zona lombare. Sono esercizi che, care mamme, potete eseguire tranquillamente a casa tutte le volte che ne sentite il bisogno.

La meditazione in gravidanza

Lo stato d’animo e la mente di una donna durante la gravidanza, sono tanto importanti quanto il corpo. Una mente sana, rilassata e serena, infatti, è presupposto fondamentale per un corretto sviluppo del bambino. E’ per questo che la meditazione in gravidanza gioca un ruolo molto importante per la salute della donna e del bambino.

La meditazione può aiutarvi a scacciare le ansie e lo stress e a ritrovare la giusta armonia. La meditazione, inoltre, vi aiuta a conoscervi meglio, a rendervi più forti emotivamente e a sopportare e gestire meglio il dolore. La meditazione, a dispetto di quanto si possa pensare, non è una pratica semplice, almeno all’inizio. La vostra mente, infatti, è sempre piena di mille pensieri: il lavoro, la casa, la famiglia, e non sempre è facile svuotarla.

La respirazione profonda in gravidanza

Una delle cose più importanti da gestire in gravidanza è senza dubbio la respirazione, ed in particolare la respirazione profonda. Generalmente, questo tipo di respirazione è tipica dei bambini piccoli. Quando i bimbi respirano, infatti, il loro addome tende ad alzarsi e ad abbassarsi per i movimenti del diaframma. Le oscillazioni del diaframma permettono di respirare in profondità e di svuotare i polmoni. Crescendo, però, si perde l’abitudine di respirare profondamente a favore di una respirazione più toracica. In questo modo, però, non si svuotano mai completamente tutti i polmoni.

Durante la gravidanza, però, può essere molto utile recuperare la respirazione profonda. Questa, infatti, può portare numerosi benefici: può aiutare a gestire le nausee mattutine, lo stress psico-fisico, le ansie della gravidanza e aiuta ad affrontare meglio il travaglio ed il parto. E’ importante, quindi, se siete in dolce attesa iniziare a fare esercizi di respirazione profonda.