Bambini e intestino pigro

intestino pigroCome abbiamo già visto, è piuttosto comune che i bambini, anche molto piccoli, soffrano di stitichezza, soprattutto se prendono il latte artificiale. La stipsi nel bambino di solito è un problema facilmente risolvibile che molto raramente è sintomo di patologie come il megacolon o l’ipotiroidismo congenito; l’impegno dei genitori deve essere quindi quello di evitare che la stitichezza da occasionale si trasformi in cronica.

Quando il bambino prova dolore durante l’espulsione delle feci infatti questo può indurlo a trattenerle con i loro conseguente indurimento, che rende ancora più dolorosa la defecazione e innesca un circolo vizioso dal quale i genitori e il bambino difficilmente riscono ad uscire. Per non parlare poi dei rimedi contro l’intestino pigro comunemente usati, come suppostine e clisteri che, provocando dolore, infastidiscono il bambino peggiorando la situazione.

Per aiutare il bambino affetto da questo problema è opportuno piuttosto introdurre nella sua dieta, dietro consiglio del pediatra, alcune molecole che non vengono digerite dall’intestino e trattengono acqua con l’effetto di ammorbidire le feci. In particolare, il pediatra potrà suggerire il ricorso al lattulosio, uno zucchero artificiale, o al malto in polvere finissima.

I vaccini combinati, sei in uno

vaccini bambino

In armonia con le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche in Italia i bambini vengono vaccinati con la sommistrazione di un preparato esavalente, sin dal terzo mese di vita. Il che significa che con una sola iniezione i nostri pargoli sono protetti da sei agenti patogeni diversi. I vaccini polivalenti hanno quindi soppiantato i monovalenti (quelli che proteggono cioè da un solo agente patogeno alla volta). Ma quali vantaggi comportano? E hanno svantaggi? Vediamolo insieme:

Vaccini polivalenti, cosa sono

Come accennato, i vaccini polivalenti sono preparati in grado di proteggere il bambino da più di un agento patogeno con una sola somministrazione, in quanto contengono diversi antigeni in una sola fiala. I vaccini attualmente in commercio contengono da due a dieci antigeni diversi, in grado di proteggere i bambini da sei diversi batteri o virus (difterite, tetano, pertosse, epatite B, malattie da Haemophilus influenzae B e poliomielite), motivo per cui vengono definiti esavalenti.

Il colore degli occhi del neonato

colore occhi

Una delle principali curiosità dei genitori circa il proprio bambino, dopo quella sul sesso, riguarda senza dubbio il colore degli occhi del nascituro. I genitori, però, dovranno aspettare alcuni mesi prima di poter soddisfare definitivamente la loro curiosità. Alla nascita, infatti, il bambino ha un colore degli occhi indefinito, tra il grigio e il blu. Questo perchè, anche se il colore degli occhi è già scritto nel DNA del bimbo, la melanina (la pigmentazione colorata) dell’iride (la parte colorata che circonda la pupilla) non è ancora ben definita. Bisognerà attendere sei o sette mesi affinchè il processo di pigmentazione si completi e si definisca il colore degli occhi del bambino. Nell’iride esistono due strati di melanina: quello profondo, caratterizzato da una scarsa quantità di melanina e che determina i colori chiari e quello superficiale, con una maggiore concentrazione di melanina e che caratterizza i colori scuri.

Il riflesso di Moro nei neonati

riflesso di moro

Il bambino, appena nato, viene catapultato nel mondo extrauterino e bombardato da numerosi stimoli sensoriali. Per affrontare il mondo esterno, il neonato ha a disposizione tutta una serie di riflessi primari, detti riflessi neonatali, che gli permettono di reagire agli stimoli esterni. Nello specifico, i riflessi neonatali sono delle reazioni involontarie che il bambino possiede fin dalla nascita e che dipendono da un sistema di controllo dei muscoli corporei ancora immaturo. I riflessi neonatali sono fisiologici nei primi mesi di vita del bambino e tenderanno a scomparire spontaneamente, al massimo, entro il primo anno di età.

Cosa è il riflesso di Moro?

Il riflesso di Moro (o di abbraccio) è uno dei riflessi primari del bambino attraverso il quale il neonato reagisce di soprassalto, con l’apertura delle braccia, a stimoli improvvisi come un rumore o quando viene poggiato bruscamente in posizione supina.

I sensi del neonato, la vista

la vista

La vista è il senso meno stimolato nel feto durante la gravidanza. La funzione visiva, infatti, è molto limitata in epoca embrionale e si sviluppa e matura dopo la nascita. Nel grembo materno, gli occhi del bambino si formano alla ventesima settimana di gestazione anche se resteranno chiusi fino alla ventiseiesima, quando il piccolo imparerà a muovere le palpebre. Intorno alla ventottesima settimana, invece, il bambino sarà in grado di percepire la luce. Studi scientifici, infatti, hanno dimostrato che se si fa lampeggiare una forte luce sul pancione della mamma, il feto reagisce socchiudendo le palpebre. Alla nascita, il bambino riesce a vedere tutto ciò che lo circonda, grazie alla sua retina che è in grado di catturare le immagini. Il neonato, però, non riconosce quello che vede perchè il suo cervello non sa ancora elaborare ed interpretare le immagini.  

Per il feto il fumo passivo è dannoso come quello attivo

fumo passivo in gravidanzaFumare in gravidanza è assolutamente nocivo, ma ciò che forse molte donne non sanno è che anche respirare fumo passivo può rivelarsi altrettanto pericoloso. In precedenta qui sul nostro blog, abbiamo parlato di quanto il fumo passivo possa essere insidioso, annidandosi nei tessuti e nelle tappezzerie e del suo potenziale tossico per i bambini che ne vengono a contatto. In questo caso invece parliamo della salute del feto e del fatto che quando si aspetta un bambino oltre a smettere di fumare sarebbe bene fare molta attenzione ai luoghi che si frequentano, cercando di evitare nel modo più assoluto il fumo ambientale.

I sensi del neonato, il gusto

il gusto

Il bagaglio di sapori che il bambino porterà con sè per tutta la vita inizia a svilupparsi molto presto. Il gusto, infatti, come gli altri sensi del neonato, è già sviluppato alla nascita e in epoca embrionale. Nel dettaglio, a partire dalla dodicesima settimana di gestazione, nel feto si formano le papille gustative e dalla tredicesima il gusto può considerarsi formato. Il feto, infatti, riesce a percepire e riconoscere determinati sapori che gli arrivano dalla mamma attraverso il liquido amniotico. E’ stato dimostrato che il bambino è addirittura in grado di cacciare la lingua per assaporare il liquido amniotico. E’ questo il momento, secondo gli esperti, in cui si iniziano a delineare i gusti alimentari del bambino che sono, dunque, condizionati dall’alimentazione materna. Studi scientifici, hanno mostrato che il bambino impara molto presto a distinguere i quattro sapori base, ossia zuccherato, salato, amaro e acido, prediligendo lo zuccherato.

I sensi del neonato, l’olfatto

olfatto

Uno dei sensi che il neonato sviluppa in epoca embrionale è l’olfatto. Il feto, infatti, già dai primi mesi di gestazione percepisce gli odori, immerso nel liquido amniotico. Nello specifico, tra la quinta e l’undicesima settimana si sviluppano nel feto i recettori olfattivi mentre entro la quindicesima si formano le narici. Il bambino riesce a sentire e a distinguere gli odori dei cibi che la mamma mangia e che giungono a lui attraverso il liquido amniotico. In questo modo, il neonato immagazzina tutta una serie di stimoli che formeranno la sua “memoria olfattiva” e che, una volta nato, lo aiuteranno a conoscere il mondo esterno. Alla nascita, il bambino riconosce tutti gli odori del suo mondo-prenatale che lo aiuteranno ad orientarsi nel mondo extrauterino e lo rassicureranno in momenti di tensione.

I sensi del neonato, l’udito

udito

L’udito, fin dalla nascita, è uno dei sensi più sviluppati nel neonato. Questo perchè il feto inizia a percepire i suoni già durante la sua vita intrauterina. Nel pancione della mamma, e in particolare dal 7° mese  quando termina lo sviluppo del nervo acustico, il bambino avverte suoni e rumori, come il battito cardiaco della mamma o le voci dei genitori. I suoni, che all’interno della cavità uterina arrivano ovattati a causa del liquido amniotico in cui è immerso il feto, possono tranquillizzare il bambino o agitarlo. Studi scientifici hanno dimostrato, ad esempio, che suoni gravi come la voce del papà o una musica dolce, rilassano il bambino che reagisce agli stimoli uditivi con movimenti ampi e calmi. Suoni acuti, invece, come urla, clacson o rumori forti, spaventano e agitano il feto che reagisce con movimenti rapidi ed improvvisi. Dopo la nascita il bambino è perfettamente in grado di recepire i suoni anche se non sa ancora localizzarne l’origine.

I sensi del neonato, il tatto

il tatto

I neonati non percepiscono il mondo allo stesso modo degli adulti. I loro sensi, infatti, anche se presenti tutti fin dalla nascita, non sono perfettamente sviluppati e si perfezionano nel corso dei mesi fino a diventare il mezzo con cui il piccolo conosce il mondo esterno. Nei neonati, come negli adulti, la pelle è uno dei principali organi sensoriali ricco di numerosi recettori tattili che nel lattante hanno una sensibilità maggiore, poichè il tatto, insieme all’udito, è stato a lungo per il piccolo l’unica guida nel ventre materno. Il tatto, infatti, è il primo senso del bambino che viene attivato fin dalla 7a settimana di gestazione, quando il feto è a contatto con il liquido amniotico e con i tessuti della cavità uterina. Alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato che il feto può avvertire alcuni stimoli tattili fin dalle prime settimane mentre verso la 11a settimana il tatto è ben sviluppato alle mani. A 17 settimane, invece, il piccolo è in grado di avvertite sensazioni sull’addome e il sederino mentre a 32 settimane il tatto è completamente sviluppato e il feto è sensibile anche al calore e al dolore. Per questo durante la gravidanza è importante che i genitori comunichino con il bambino accarezzando e massaggiando il pancione.

Zanzare, meduse e tracine: i bambini e le punture “estive”

punture-bambiniL’estate è una stagione meravigliosa, se non fosse per tutti quegli antipatici animaletti pronti a pizzicare i nostri bambini quando dormono oppure mentre fanno il bagno in mare, per questo ho pensato ad un piccolo vademecum per saperne di più sulle punture di insetti e co.

La zanzara è in assoluto l’insetto principe delle notti estive, si nutre del sangue e spesso prende di mira proprio i nostri piccoli che poi sono costretti ad andare in giro ridotti come pannelli del tiro al bersaglio. Ma possiamo fare qualcosa per evitare che le zanzare li pungano? Intanto all’esterno (terrazzo, patio) possiamo mettere quelle gabbiette luminose che uccidono le zanzare con le scosse elettriche e invece all’interno possiamo usare le famose piastrine da inserire nell’apposito apparecchietto ( a patto che si faccia circolare l’aria prima di far entrare i bambini). Per i genitori più agguerriti sono anche in vendita delle racchette elettrificate con le quali ingaggiare una vera e propria caccia alla zanzara. Inoltre in commercio ci sono una infinità di prodotti da spalmare sulla pelle per renderla sgradevole alle zanzare, cercate sempre di acquistare i prodotti a base naturale, negli altri potrebbero essere presenti tracce di insetticida.

Il singhiozzo nel neonato

neonato-singhiozzo

Il singhiozzo è la reazione ad una contrazione involontaria del diaframma, il muscolo che separa gli organi dell’addome da quelli del torace e che permette agli uomini di respirare. Il singhiozzo è un fenomeno del tutto naturale anche nei neonati e può manifestarsi spesso soprattutto nei primi mesi di vita. I genitori non devono allarmarsi alla comparsa del singhiozzo perchè il fastidio tende a risolversi spontaneamente in pochi minuti e non ha conseguenze per la salute del piccolo.  In linea di massima, il singhiozzo nei neonati può manifestarsi anche 2 o 3 volte al giorno. Se il fastidio persiste e tende a ripresentarsi anche 4 o 5 volte nell’arco della giornata può rendersi necessario interpellare il pediatra. Sono numerose le cause che possono scatenare il singhiozzo nel neonato.

Bisogna dare da bere ai neonati?

bambino bere acqua

Uno dei dubbi più frequenti che assillano le neo-mamme riguarda il dare da bere ai propri piccoli. Molte mamme, infatti, si chiedono se anche i neonati hanno sete e quando bisogna iniziare a dar loro da bere acqua. L’organismo dei neonati è costituito in gran parte, ben il 75%, da acqua. Per questo il loro fabbisogno di liquidi è piuttosto elevato e cambia a seconda del tipo di allattamento scelto dalla mamma. Se il neonato è allattato al seno, soprattutto nei primi sei mesi, è in grado di trarre dal latte materno tutti i liquidi necessari, compresa l’acqua. Il latte materno, infatti, contiene più dell’85% di acqua e grazie ad esso il neonato riesce a soddisfare la sua sete sia d’estate che d’inverno. Se la mamma non allatta al seno, invece, può essere necessario somministrare al bambino piccole quantità di acqua.

Il cortisone: cos’è e a cosa serve

cortisone-bambiniChe cos’è il cortisone e come agisce?

Il cortisone è il più potente antiinfiammatorio a disposizione della medicina. Il cortisone serve alla cura di moltissime malattie, ma principalmente viene usato nella stragrande maggioranza delle patologie respiratorie. Il cortisone in commercio non altro che la copia di un ormone già prodotto dal nostro corpo chiamato cortisolo. In pratica, e detto in parole comprensibili a tutti e non in medichese, il cortisone è in grado di penetrare nelle cellule riducendo la produzione delle molecole che causano le infiammazioni.